VIRAR Architettura architettura come strumento di valorizzazione

Riqualificazione di Piazza Nicotera, VIRAR Architettura, Torre Annunziata (NA), 2024

Testo tratto dall’intervista con VIRAR in data 25/11/2025

Ci interessa un’idea di benessere, che sia in un edificio o nello spazio tra gli edifici. Ci interessa partire dalle persone che devono vivere gli spazi.


Come nasce VIRAR? Quando? Dove?

Daniela
VIRAR nasce formalmente nel 2020. Però ha radici più profonde, perché la collaborazione tra di noi è iniziata nel percorso universitario ed è durata tutto il periodo accademico. Poi i nostri percorsi si sono momentaneamente separati per fare un po’ di esperienze individuali, sia dal punto di vista accademico sia dal punto di vista professionale. Poi diciamo che sono nati una serie di casi e progetti all’improvviso che hanno fatto sì che abbiamo iniziato a collaborare professionalmente.

Daniel
Ci siamo resi conto che avevamo bisogno di un nome, di un’identità, perché stavamo di fatto già lavorando insieme, e abbiamo fondato VIRAR a dicembre del 2022. Questo nome lo abbiamo scelto perché entrambi abbiamo svolto un periodo in Erasmus in Portogallo e siamo rimasti entrambi molto colpiti e affascinati dalla cultura portoghese, dal modo di fare architettura. Abbiamo identificato in questa parola la nostra identità professionale, perché è una parola che ha tantissimi significati, perché può voler dire “cambiare prospettiva”, “trovare una soluzione”, “trasformarsi”, e quindi questa idea di dinamicità, di cambio, di trasformazione. Il significato della parola può essere anche radicale, un cambio di direzione che ci piaceva come sintesi.

Proposta di riqualificazione Corte, VIRAR Architettura, Salemi (TP), 2022
Proposta di riqualificazione Corte, VIRAR Architettura, Salemi (TP), 2022

Da chi e/o da cosa traete ispirazione nel vostro lavoro? Avete un mentore particolare?

Daniel
Noi non abbiamo un mentore particolare. Abbiamo sempre preso qualcosa da tutte le persone con cui ci siamo interfacciati durante tutto il nostro percorso, anche di studi. Ogni lavoro che facciamo parte dalle esigenze: non parte da quello che si può definire “stile”. Partiamo dall’obiettivo da raggiungere e proviamo a comprendere, insieme al committente, la direzione che si intende intraprendere. Cerchiamo di dare un giudizio critico e di arrivare a qualcosa che convince tutti.

Daniela
Non sempre abbiamo un committente, perché noi lavoriamo anche molto a concorsi di architettura, a concorsi di idee, principalmente sul tema della rigenerazione degli spazi pubblici. In quei casi proviamo, con gli strumenti che abbiamo a disposizione, a fare un’analisi architettonica, sociale e culturale, per comprendere quali sono le cose che possono migliorare in termini di qualità della vita quegli spazi che poi andiamo a trattare.
Non abbiamo, quindi, un vero e proprio mentore, ma se comunque parliamo di linguaggio il nostro linguaggio è molto ibrido. Perché comunque parte in qualche modo dalla cultura architettonica italiana, ma trae molta ispirazione anche dalla cultura iberica, spagnola e portoghese. Si può dire che siamo forse un po’ più coraggiosi, quindi in qualche modo ci ispira. E poi, il nostro linguaggio si coniuga sempre molto anche con quello scandivano perché, sia che si tratti di spazi di architettura contemporanea, di spazi esterni, sia che si tratti di interventi di interni, crediamo che l’architettura scandinava in qualche modo sia meno rigorosa e quindi riesca a dare qualche libertà in più.
Forse, quelli che più ci ispirano tra tutti sono i Cobe Architects, con cui in qualche modo abbiamo avuto tanto modo di visitare a Copenaghen. Pensiamo siano quelli un po’ più in linea col nostro pensiero.
Diciamo che in generale non siamo interessati a un materiale in particolare, a un elemento di arredo, a un qualcosa di specifico. Ci interessa un’idea di benessere, che sia in un edificio o nello spazio tra gli edifici. Ci interessa partire dalle persone che devono vivere gli spazi.

Proposta di riqualificazione di Piazza V. Bachelet, VIRAR Architettura, Maglie (LE), 2023
Proposta di riqualificazione di Piazza V. Bachelet, VIRAR Architettura, Maglie (LE), 2023

Qual è stato il vostro primo incarico come VIRAR?

Daniela
Il nostro primo incarico è stato molto importante rispetto al futuro che abbiamo preso a livello professionale, perché ha messo insieme tematiche che interessavano a entrambi, anche se con punti di vista differenti. Ed è stato anche il nostro incarico principale per diverso tempo.
Il nostro committente, che era una società, ci chiedeva di analizzare le potenzialità di edifici e spazi in tanti centri storici italiani che erano stati parzialmente abbandonati, mediante restituzione tridimensionale e la redazione di progetti di fattibilità. Questo ci ha permesso, oltre che di visitare luoghi che a noi erano completamente sconosciuti – tra Appenini e contesto siciliano -, di utilizzare le nostre competenze dal punto di vista anche digitale e di svilupparle sempre di più, quindi anche nell’ambito della restituzione 3D dello stato di fatto. Diciamo che questo poi è diventato un po’ il punto di partenza di tutti i lavori a venire.
Questo lavoro ha spinto entrambi anche a far sorgere il desiderio di rimettersi in gioco dal punto di vista accademico. Infatti, per me è stato un punto di partenza per iniziare un Dottorato di ricerca, che sto per concludere, proprio sulle metodologie di recupero dei centri storici in abbandono.

Daniel
Io parallelamente ho iniziato un Master in Heritage BIM, legato al patrimonio esistente nazionale.
Appunto, questo progetto ci ha portato alla sperimentazione sul lato software sia alla collaborazione con altri nostri colleghi.

Proposta di riqualificazione di Piazza Municipio Cancello e Arnone, VIRAR Architettura, Salerno (SA), 2023
Proposta di riqualificazione di Piazza Municipio Cancello e Arnone, VIRAR Architettura, Salerno (SA), 2023

In cosa consiste il CASA D a Roma?

Daniela
In realtà questo progetto è casa nostra: non sappiamo se ha senso effettivamente dargli un nome. È la casa in cui viviamo attualmente ed è stata una grande sfida perché per la prima volta siamo stati progettisti e committenti allo stesso tempo. Si sa che avere a che fare con i committenti è molto difficile: quando è nella stessa persona è ancora più complicato.
Abbiamo cercato in tutti i modi di mettere a sistema le esigenze di entrambi, di controllare il budget e di portare avanti le idee che ci convincevano e a cui non volevamo rinunciare. Non è stato semplice, però possiamo dire che ci siamo riusciti. Abbiamo ottenuto esattamente quello che volevamo, tant’è che è molto impressionante vedere i disegni, altri disegni realizzati in fase di progettazione, le foto: è impressionante il fatto che sia esattamente la stessa cosa.

Daniel
L’approccio che è stato utilizzato in questo progetto è quello di cercare di mantenere lo spazio il più libero possibile dagli elementi canonici in tramezzatura, per poi potere inserire tutti gli elementi che hanno funzione di separazione, ma come arredo. Ad esempio, abbiamo degli spazi nei quali attraverso l’attraversamento delle ante delle cucine andiamo dentro alla zona lavanderia; oppure attraverso due porte scorrevoli integrate in un mobile separatore – un mix tra libreria e mobile – si può andare verso la camera da letto. Abbiamo questi spazi plasmati e configurati da questi elementi separatori.

Daniela
In pratica, gli unici muri veri e propri esistenti in casa sono quelli del bagno; poi tutto il resto è suddiviso dalla falegnameria. Casa nostra è esattamente quello che immaginavamo, che ci rappresenta: è una casa in cui manca sempre qualcosa, è sempre un divenire, però è anche questo parte del processo. È il motivo per cui non ci sono pareti.
E poi si è scelto di utilizzare il colore come elemento progettuale. Questo, insieme alla semplicità delle geometrie, contraddistingue un po’ il nostro linguaggio architettonico.

Casa D, VIRAR Architettura, Roma (RM), 2024
Casa D, VIRAR Architettura, Roma (RM), 2024


Come nasce l’idea per Risacca Culturale: il teatro e la piazza, realizzato per il concorso NapoliCreativa?

Daniela
Come abbiamo detto all’inizio, a noi piace metterci in gioco, con concorsi di idee e di progettazioni, sia insieme ad altri colleghi sia da soli. Ci piace il concetto di concorso perché è un momento di ricerca, di riflessione, su dei temi che in qualche modo ci appartengono. Ci permette di analizzare un territorio in particolare, valutarne le problematiche e capire cosa emerge.
In particolare, a Torre Annunziata, posto che noi di base già frequentavamo e conoscevamo, avevamo notato in diverse occasioni questa piazza con questo ex teatro, il Teatro Moderno, in uno stato di completo abbandono. La piazza era praticamente un parcheggio e il teatro era un rudere, era messo molto male. Ogni volta che passavamo di lì pensavamo: sarebbe bello farci un progetto.
Per cui, quando è uscito questo concorso abbiamo deciso di presentare la nostra proposta. Essendo un concorso che aveva una forte presenza della comunità, abbiamo avuto modo di ascoltare le loro esigenze e avere poi successivamente il loro feedback, il loro parere, riguardo la nostra proposta progettuale, che è stata proprio esposta in un momento in cui tutti i progetti sono stati condivisi con il pubblico. Non abbiamo vinto il concorso, ma abbiamo vinto una menzione d’onore per la qualità progettuale e forse anche per l’interesse che hanno avuto i cittadini. Infatti siamo molto orgogliosi di come è andata l’esperienza.
Abbiamo immaginato la piazza, che attualmente è un parcheggio informe, come un luogo pubblico con zone d’ombra, sedute, illuminazione e materiali locali. Invece per l’edificio prospiciente, che sarebbe l’ex Teatro Moderno, abbiamo immaginato uno spazio polivalente, un hub dove artigiani e artisti potevano ritrovarsi e viverlo insieme.

Risacca Culturale: il teatro e la piazza, VIRAR Architettura, Torre Annunziata (NA), 2024
Risacca Culturale: il teatro e la piazza, VIRAR Architettura, Torre Annunziata (NA), 2024


Abbiamo visto che vi occupate sia di progetti di interior, che di progettazione urbana, avete un ambito che vi interessa maggiormente?

Daniela
Noi crediamo nella celebre frase “dal cucchiaio alla città”, nel senso che non abbiamo approcci diversi nel relazionarci alla determinazione del legame funzionale di una casa o a quello di una piazza. La logica con cui lavoriamo è sempre la stessa, perché i nostri ragionamenti sono volti ad avere un impatto positivo sul vivere contemporaneo. Che si tratti di vivere una strada, un marciapiede o un soggiorno, questo a noi non fa la differenza. Soprattutto oggi, nell’opinione pubblica, soprattutto nell’epoca dei social, si associa molto l’architetto al settore residenziale e ancor di più al settore degli interni: è inevitabile che sia così.

Daniel
Però a noi interessa approcciarci all’architettura a diverse scale. Ci piace affrontare tutti i progetti che ci capitano e vogliamo farci capitare con la stessa curiosità, a prescindere da quello che è il tema specifico, se è un interno o un esterno, se è una casa grande o una casa piccola.
Un altro punto che va in contrasto con l’iper specialismo di questa società contemporanea che ti vuole un po’ mirato in una direzione, in un’unica tipologia di lavoro: noi affrontiamo un’altra tematica nella nostra vita professionale, che è quella del rilievo e dell’analisi dell’esistente. Perché ci occupiamo anche della lettura, della digitalizzazione dell’esistente, mediante restituzioni, digitalizzazioni e modelli informatizzati, questo è un lavoro che non riguarda la progettazione, ma che in qualche modo ci aiuta a capire l’architettura esistente e le logiche che ci stanno dietro, perché osserviamo edifici ed elaborati storici con uno sguardo analitico, perché è un’attività di sola analisi. È un’attività che affianca il nostro percorso e che lo arricchisce.
Facciamo tutti questi lavori differenti, a scale differenti e con tematiche differenti, sempre con altri colleghi e altri professionisti, perché ognuno insegna all’altro qualcosa. Creare rete arricchisce un po’ tutti.

Casa-studio, VIRAR Architettura, Napoli (NA), 2022
Casa-studio, VIRAR Architettura, Napoli (NA), 2022

Quale progetto vi ha dato più soddisfazione?

Daniela
A me il progetto della piazza, perché abbiamo avuto, come dicevo, dei feedback. In particolare, la cosa che mi è rimasta in pressa sono dei ragazzi che abitavano di fronte la piazza, dove c’è stata poi tra l’altro anche la presentazione dei progetti: quando siamo andati via alla fine della presentazione, loro stavano rientrando a casa perché erano andati a comprare delle pizze, ci hanno visti lì di fronte e ci hanno detto di aver parlato ai loro genitori del nostro progetto, aggiungendo: “magari casa nostra avesse una piazza così, di fronte”. È stata proprio una bella soddisfazione.

Daniel
I progetti partecipati sono molto belli quando ti danno un riscontro diretto di quella che è la comunità, perché anche questo arricchisce molto.

Daniela
Esatto, anche perché casa loro affacciava esattamente sulla piazza. Quindi forse era proprio il parere più importante.

Proposta di riqualificazione di Piazza V. Bachelet, VIRAR Architettura, Maglie (LE), 2023
Proposta di riqualificazione di Piazza V. Bachelet, VIRAR Architettura, Maglie (LE), 2023

A cosa state lavorando ora?

Daniela
Stiamo lavorando attualmente su questi tre fronti: edilizia privata, con progetti di interni; progetti riguardanti concorsi di rigenerazione urbana insieme ad altri professionisti; e poi un lavoro di digitalizzazione che ci tiene impegnati nella creazione di un modello informatizzato.

Il Frantoio, VIRAR Architettura, Caprarica (LE)
Il Frantoio, VIRAR Architettura, Caprarica (LE)

Cosa vi augurate per il futuro?

Daniela
Ci auguriamo sicuramente di avere sempre sfide sempre più stimolanti e di affrontarle con una maturità e con una consapevolezza nelle scelte. E sicuramente con ancora più persone.

Daniel
Ci piace questa idea di creare una rete continua, perché arricchisce tanto. Innanzitutto, perché ci apre anche tante possibilità: magari nascono delle richieste di progetti che uno da solo non sarebbe in grado di affrontare, invece poi creando gruppo e sinergia si affrontano.

Proposta di riqualificazione di Piazza Municipio Cancello e Arnone, VIRAR Architettura, Salerno (SA), 2023
Proposta di riqualificazione di Piazza Municipio Cancello e Arnone, VIRAR Architettura, Salerno (SA), 2023

Fonti:
VIRAR

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