CBS architettura come pratica di conoscenza 

LA FABBRICA DEL BELLO, CBS-Cosimo Balestri Studio, Follonica (GR), 2024

Testo tratto dall’intervista con Cosimo Balestri in data 12/07/2024.

Considero il mio lavoro come un percorso di conoscenza del mondo, e di me stesso. È un percorso umanistico prima che tecnico, ci metto dentro la filosofia, la sociologia, l’arte, la musica, il digitale, l’amicizia, l’amore.


Come nasce Cosimo Balestri Studio? Quando? Dove?

Ho aperto CBS nel 2021, lo studio ha sede a Prato, la mia città.
È la naturale evoluzione di un percorso di progettazione interdisciplinare che ho cominciato fin dagli studi alla facoltà di Firenze, dove ho sviluppato la passione per la ricerca sul territorio e che ho avuto modo di approfondire attraverso l’attività di due collettivi fondati insieme ad alcuni amici e colleghi, con i quali ho lavorato dal 2015 al 2020. 
Un’associazione culturale (chì-na) con sede nel Macrolotto 0 di Prato, un quartiere a matrice industriale con una forte presenza di residenti cinesi, e un team di ricerca e progettazione (ECÒL), con cui ho realizzato numerosi lavori di urbanistica tattica in Italia e nel mondo. Dopo questi cinque anni che direi embrionali per il mio percorso professionale, ho fatto chiarezza su quali fossero i criteri, i valori e le attività attorno ai quali sviluppare il mio lavoro e ho deciso di aprire un nuovo studio.

TAPPETI URBANI, Cosimo Balestri Studio, 2015-2020
TAPPETI URBANI, Cosimo Balestri Studio, 2015-2020

Da chi e/o da cosa trai ispirazione nel tuo lavoro? Hai un mentore particolare?

Considero il mio lavoro come un percorso di conoscenza del mondo, e di me stesso. È un percorso umanistico prima che tecnico, ci metto dentro la filosofia, la sociologia, l’arte, la musica, il digitale, l’amicizia, l’amore. Tanta lettura sicuramente. Ho numerosi riferimenti attraverso le discipline e mi piace attraversarli definendo collegamenti intuitivi ed estemporanei. Ad esempio, la Land art e Minimal art americana, di cui apprezzo il risultato formale ma soprattutto il processo, i lavori di colleghi come Arquitectura G oggi o l’esperienza dei radicali ieri, le idee del monaco buddista Tich Nath Hahn sono tutti stimoli interessanti per la mia esistenza, e dunque per il progetto.

MONTALGETO, Cosimo Balestri Studio, Carmignano (PO), 2020-2021
MONTALGETO, Cosimo Balestri Studio, Carmignano (PO), 2020-2021

Qual è stato il tuo primo incarico come Cosimo Balestri Studio?

Il primo incarico significativo è stato Perimetro, per Bellandi spa, un’azienda del distretto tessile di Montemurlo. 
Il committente voleva un progetto per riorganizzare e valorizzare gli spazi esterni dell’azienda, così abbiamo sviluppato il progetto di un perimetro verde attorno agli edifici, con spazi di relazione e di lavoro per i dipendenti ma anche spazi di accoglienza per i clienti. Una volta compreso il tema, è stato fondamentale il coinvolgimento di Angelo Renna, un collega che lavora sui temi di landscape con un approccio molto interessante. Abbiamo portato avanti il progetto a quattro mani, portandolo ad un livello di riflessione e di qualità abbastanza raro nel nostro contesto per un sito produttivo e per questo dobbiamo ringraziare il committente che si è fidato delle nostre capacità.
Il progetto parte dalla condizione che un sito produttivo non sia solo un lotto da sfruttare al massimo, ma un pezzo di città a tutti gli effetti, e per questo lo abbiamo caratterizzato con quelli che a nostro avviso sono gli elementi fondamentali della città, ovvero il rapporto con l’elemento naturale, attraverso le nuove piantumazioni e l’impiego di nature based solutions, e la capacità di generare interazione tra gli abitanti, portando temi della progettazione dello spazio pubblico dentro ad uno spazio privato.

PERIMETRO, Cosimo Balestri Studio, Montemurlo (PO), 2022 - in corso
PERIMETRO, Cosimo Balestri Studio, Montemurlo (PO), 2022 – in corso

Puoi parlarci della proposta di allestimento La Fabbrica del Bello presso i locali della Fonderia 1 a Follonica?

È la risposta ad una call a inviti del Comune di Follonica per l’allestimento di una mostra sulla produzione artistica legata alla manifattura della ghisa. Il territorio in questo argomento è una matrice fondamentale. È per la posizione strategica di Follonica e per la morfologia e per le risorse del paesaggio circostante che il Granduca Leopoldo ha deciso nella prima metà del 1800 di insediare in questo luogo un centro di produzione proto-industriale.
A partire da questo fatto, abbiamo impostato il progetto cercando di conferirgli un aspetto che rievocasse il territorio di Follonica e dei luoghi legati alla produzione della ghisa, portando dentro al dispositivo spaziale i toni del bosco, ad esempio, nei fondali tessili delle sale, o la materialità dei terreni ferrosi nei basamenti delle sculture e nelle teche. Un tema che mi è piaciuto molto sviluppare nel progetto è quello della sala delle ghise, per la quale avevamo immaginato un grande tavolo da lavoro in ferro, il cui piano a teglia lungo 28 metri riempito di terra rossa avrebbe ospitato le ghise nere, generando un contrasto cromatico, che dal punto di vista materico è in realtà una sorta di allitterazione chimica.
Purtroppo l’amministrazione ha scelto un’altra proposta, è stato comunque bello sviluppare il progetto ed essere chiamato a gareggiare con professionisti di cui apprezzo molto il lavoro come i DotDotDot e Francesco Librizzi. 

LA FABBRICA DEL BELLO, Cosimo Balestri Studio, Follonica (GR), 2024
LA FABBRICA DEL BELLO, Cosimo Balestri Studio, Follonica (GR), 2024

In cosa consiste l’iniziativa Agenti Attivi di un’Idea di Meraviglia a Prato?

Agenti attivi di un’idea di meraviglia è il racconto di un viaggio che ho compiuto tra il 2014 e il 2020. Lo abbiamo spesso descritto come un viaggio di 5000 chilometri in 5 minuti, perché pur trovandoci a due passi dal centro storico di Prato, sembrava di atterrare in una periferia cinese. In questo periodo ho prodotto e raccolto un’enormità di oggetti che ho avuto la voglia di raccogliere e in qualche modo archiviare, e che hanno dato vita ad un albo, una sorta di diario di viaggio a posteriori che racconta un approccio informale allo spazio progettato, attraverso 4 esperienze. In primis, la vita di quartiere. Il Macrolotto 0 ha una matrice industriale mista a residenze, che negli anni ha subito una trasformazione ad opera dei residenti di provenienza cinese. I piani terra oggi sono prevalentemente commerciali; nelle strade, un tempo segnate lateralmente dai muri delle fabbriche e dalle recinzioni delle case, lo spazio pubblico si è allargato fino a raggiungere le porte degli edifici. Il secondo ambiente è quello di un ex lanificio, che per quattro anni è stato la sede della nostra associazione culturale. In un processo di costante evoluzione abbiamo trasformato lo spazio dell’associazione infinite volte per accogliere le più diverse circostanze e attività.

AGENTI ATTIVI DI UN’IDEA DI MERAVIGLIA, Cosimo Balestri Studio, Prato (PO), 2014-2020
AGENTI ATTIVI DI UN’IDEA DI MERAVIGLIA, Cosimo Balestri Studio, Prato (PO), 2014-2020

Piazza dell’immaginario invece è il progetto di trasformazione di un parcheggio in degrado che abbiamo trasformato nel primo vero spazio pubblico del quartiere. Nel suo periodo di vita, durato tre anni è stato lo scenario di numerose manifestazioni culturali e sociali, alcune organizzate e altre del tutto spontanee, introducendo un sostanziale cambiamento nella vita del quartiere. Tra queste merita ricordare Grande Cinema Chinatown, un festival di cinema bilingue. Abbiamo proiettato film in lingua italiana sottotitolati in cinese e film in lingua cinese sottotitolati in italiano, convinti che il gap linguistico e la mancanza di occasioni comuni siano tra i più rigidi limiti per l’integrazione delle due comunità.
L’ultimo spazio è frutto di una contrattazione pubblico privata per mezzo della quale abbiamo aperto ai cittadini un luogo che presto sarebbe trasformato in un parco pubblico. Nel periodo che ha preceduto l’inizio del cantiere abbiamo aperto l’area ai cittadini e lo abbiamo attivato tramite l’installazione di Shelter n.1, un porticato temporaneo che ha catalizzato una serie di attività per l’arco di un’estate.  


Come nasce l’idea per Albero Infinito, l’allestimento per le sale del Museo MINE?

L’idea è nata dal dialogo con Tommaso Orbi di Macma, un’associazione che si occupa di progetti culturali nel Valdarno. Mi ha spiegato il racconto che stava ricostruendo attraverso le testimonianze delle persone che hanno vissuto la storia di Castelnuovo di Sabbioni, una storia di un borgo segnato da molte ferite per mano dell’uomo. L’eccidio nazista, i dissesti causati una cava a cielo aperto, l’abbandono del borgo e il trasferimento coatto di tutti i suoi abitanti. È una storia drammatica, e lo sguardo di Tommaso nel raccontarla era commosso. A partire da questa emozione, abbiamo definito l’allestimento dell’ultima sala del MINE, il museo della valle mineraria di Cavriglia. È un ambiente buio, al cui centro è posizionato un cilindro in ferro che si estende dal pavimento al soffitto. L’unica luce della stanza è quella dei tre monitor che mostrano il progetto video di Macma. Tre ferite attraverso cui si vede scorrere la linfa dell’albero e del borgo, in un mix di animazione digitale, interviste e immagini del territorio. Che poi, per dirla con Byung-chul Han, le ferite sono l’apertura, l’orecchio teso verso l’Altro. Ed è proprio questa la ragion d’essere di albero infinito, essere un testimone, essere un monito, essere Altro.

ALBERO INFINITO, Cosimo Balestri Studio, Museo MINE, Castelnuovo dei Sabbioni, Cavriglia (AR), 2021, fotografia di Claudia Gori
ALBERO INFINITO, Cosimo Balestri Studio, Museo MINE, Castelnuovo dei Sabbioni, Cavriglia (AR), 2021, fotografia di Claudia Gori

Quale progetto ti ha dato più soddisfazione?

Ogni progetto porta le sue soddisfazioni, Perimetro ad esempio è stato articolato e lungo, anche dato il suo rapporto con l’elemento naturale, per cui mi ha soddisfatto per la possibilità di sviluppare gradualmente il progetto e darei giusto tempo alle idee di stratificarsi e di essere messe in pratica; al Pecci c’è il tema del rapporto con il Centro e con l’arte contemporanea che è molto stimolante e inoltre stiamo imparando molto sulla procedura del progetto pubblico; nel progetto per l’area del Mercato settimanale di Prato invece gli aspetti interessanti sono due: lavorare su un pezzo di città, per cui il progetto potenzialmente estende i propri presupposti e i propri effetti ben oltre il sito assegnato e il percorso di confronto con gli ambulanti che ci ha portati a sviluppare un’idea integrata alle necessità dei principali utilizzatori della piazza. 

CID, Cosimo Balestri Studio, Biblioteca del Centro Pecci, Prato (PO), 2023 - in corso
CID, Cosimo Balestri Studio, Biblioteca del Centro Pecci, Prato (PO), 2023 – in corso

A cosa stai lavorando ora?

In questo momento sto lavorando appunto al progetto per la riqualificazione dell’area in cui si svolge il mercato settimanale di Prato, uno spazio a due passi del centro storico che però non ha mai raggiunto la qualità di un vero e proprio spazio pubblico, restando sempre un grande parcheggio utilizzato per eventi e manifestazioni; al progetto di ristrutturazione della biblioteca del Centro di Informazione e Documentazione del Centro Pecci di Prato, che è chiuso al pubblico da quasi dieci anni, e all’implementazione della brand identity di un’azienda tessile. A settembre poi ricomincia il corso che tengo all’indirizzo internazionale di Interior and Furniture Design dello IED di Firenze. È un corso di sociologia in cui gli studenti che vengono da tutto il mondo sono invitati a studiare la città di Firenze. La loro è una pozione interessante perché sono per lo più stranieri ma anche studenti di design e il loro punto di vista sulla città è singolare. Non è quello dei cittadini assediati dall’overtourism, o di quelli interessati a trarne profitto, né quello dei turisti in cerca di un’esperienza mordi e fuggi del rinascimento o del Made in Italy. Penso che possa davvero generare osservazioni interessanti ed originali. 


Cosa ti auguri per il futuro?

Spero di avere l’occasione di poter continuare il mio percorso di ricerca e di vita attraverso il progetto e di poter ampliare il mio team di lavoro, mi piace molto il rapporto che ho con i miei collaboratori.

NOVA FIDES, Cosimo Balestri Studio, Montemurlo (PO), 2022 - in corso
NOVA FIDES, Cosimo Balestri Studio, Montemurlo (PO), 2022 – in corso

Fonti:
CBS

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