Testo tratto dall’intervista con Alice Palese in data 16/12/2024.
La fortuna degli architetti di oggi sono i social. Sono una vetrina molto importante sul lavoro che svolgi a potenziali nuovi clienti. Puoi condividere lavori, opinioni e progetti in corso. Insomma, ti da la possibilità di farti conoscere sin dalle prime fasi di ricerca del cliente.
Come nasce la tua passione per l’architettura? Quando? Dove?
La mia passione per l’architettura non è nata, come per dire, quando “ero piccola”, nel senso che è sorta nel momento in cui ho scelto l’università. Quando ero alle superiori ed è arrivato il momento di scegliere l’università, ero molto indecisa se fare materie umanistiche, quindi letteratura o filosofia oppure virare direttamente sull’architettura, dato che quello che facevo alle superiori mi piaceva; quindi mi sono iscritta al Politecnico di Milano dove ho conseguito entrambe le lauree in Architettura con un’esperienza di un anno in Belgio dove ho poi anche sviluppato la tesi di Laurea. La passione e la voglia di definirmi come professionista mi ha portato ad avvicinarmi alle materie che ho sempre seguito con forte interesse: l’arte, l’architettura, l’urbanistica e quindi da lì poi è nato tutto.

Da chi e/o da cosa trai ispirazione nel tuo lavoro? Hai un mentore particolare?
Prendo ispirazione un po’ da tutti e devo dire che non guardo solo ai grandi architetti ma anche semplicemente ad miei colleghi coetanei. Sono anche molto favorevole al supporto tra professionisti: quando ho colleghi, anche giovani come me, che ottengono dei risultati interessanti cerco di carpire quante più sfaccettature possibili di ogni progetto. Guardo effettivamente cosa ha funzionato e cerco di trarne qualche forma di ispirazione, pur seguendo la mia strada. Se guardo ai “grandi”, i miei preferiti sono Herzog & De Meuron.
Qual è stato il tuo primo incarico?
Subito dopo la Laurea al Politecnico, ho lavorato per tre anni per un’importante realtà italiana di architettura dove mi sono formata professionalmente e dove ho capito che il mio obiettivo finale era quello di aprire uno studio a mio nome. Quindi nel 2021 ho aperto il mio Atelier di Architettura e Interior Design e il primo vero incarico l’ho ottenuto in Liguria, nel progetto denominato “Botteghe Chiare”, un progetto che si è poi rivelato molto più importante di quanto inizialmente previsto.

Com’è nata la commissione per Botteghe Chiare 27 ad Andora?
Durante la mia adolescenza ho vissuto in Liguria per qualche anno e attraverso delle conoscenze del posto i proprietari degli appartamenti di Botteghe Chiare mi hanno contattato per avere un preventivo per il progetto degli interni delle loro abitazioni. In seguito mi è stato affidato il progetto dell’intero complesso residenziale compreso degli spazi esterni: da lì è nato un progetto molto importante che si è sviluppato nell’arco di tre anni. Tre anni in cui ho progettato gli spazi esterni con il solarium e la piscina e la ristrutturazione degli appartamenti interni.

In cosa consiste il format “Il Caffè dell’Architettura”?
Il Caffè dell’Architettura è come se fosse, in un certo senso, un mio figlio, è qualcosa che ho studiato per un po’. È un portale dove condivido pillole di architettura e interior design. Gli argomenti trattati spaziano dalle normative vigenti sino ai prodotti di design più in voga. Attraverso i social, in particolar modo instagram, i clienti ci seguono e si affiliano. Sono interessati dalle tematiche che trattiamo e spesso sono loro i primi a fare nuove domande su argomenti che gli interessano. Attraverso il Caffè dell’Architettura e i social cerchiamo di alimentare in modo positivo il rapporto che abbiamo con i nostri clienti e non solo. È un modo per accorciare le distanze.

Pensi che conciliare architettura e social sia efficace? Se sì in che modo?
La fortuna degli architetti di oggi sono i social. Sono una vetrina molto importante sul lavoro che svolgi a potenziali nuovi clienti. Puoi condividere lavori, opinioni e progetti in corso. Insomma, ti da la possibilità di farti conoscere sin dalle prime fasi di ricerca del cliente. Se ti sceglie allora vuol dire che ha gusti e idee simili alle tue quindi il progetto parte già nel modo giusto.
Quale progetto ti ha dato più soddisfazione?
Botteghe Chiare è stato sicuramente il progetto più faticoso che ho avuto, perché in Liguria abbiamo dovuto richiedere molti permessi per la paesaggistica, dato che si tratta di un bene vincolato dalla Soprintendenza. Qui a Milano, invece, ho molti progetti da cui traggo soddisfazioni quotidiane: Monte Rosa, Bruxelles e altri. Cerco di rendere ogni progetto unico e caratterizzato non solo dalle esigenze del cliente ma anche dalla mia idea di ricerca di bellezza.
A cosa stai lavorando ora?
In questo momento la maggior parte dei progetti sono localizzati in Lombardia, poi ne abbiamo alcuni in Piemonte e Liguria. Il nostro focus principale è la ristrutturazione o nuova costruzione di residenze ma ci occupiamo anche di commerciale come showroom e negozi. Il cliente si affida a noi a partire dalla fase di concept, quindi dal nuovo studio planimetrico dell’abitazione, fino alla consegna, passando dalla scelta dell’illuminazione, dell’arredamento e dei materiali..

Cosa ti auguri per il futuro?
Mi auguro che continui quella crescita che sta già avvenendo sin da quando ho aperto il mio Atelier. Mi auguro nuovi progetti interessanti, dei clienti sempre disponibili come adesso, dei fornitori capaci e collaborativi e una continua ricerca della bellezza, che cercherò di trasmettere sempre all’interno di ogni singolo progetto.
Fonti:
Alice Palese Atelier
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