ALVA architetti architettura che progetta spazi per l’uomo

Studio Orlando, ALVA architetti, Palermo, 2024

Testo tratto dall’intervista con ALVA architetti in data 22/05/2025

Un’abitazione deve “guardare” all’uomo, concetto a cui teniamo molto e, anche se noi architetti imponiamo la nostra idea e il nostro stile – perché altrimenti non ci sarebbe carattere – è anche giusto che le scelte vengano ragionate con i clienti per trovare una giusta via di mezzo, sconfinando quindi nella sfera privata.


Come nasce ALVA architetti? Quando? Dove?

Renato
Lo studio nasce nell’annus horribilis del 2020; noi tre ci siamo laureati tra il 2016 e il 2017 e, dopo alcune esperienze ed attività personali, abbiamo deciso di unire le nostre forze, anche perché siamo tutti quanti colleghi dello stesso anno, ci conoscevamo all’università, e siamo amici da tanto tempo. Il fattore positivo di quel periodo, detto a posteriori, è stato sicuramente che con gli incentivi del Super Bonus e del Bonus di Ristrutturazione c’è stata una sorta di boom edilizio riguardante la ristrutturazione di interni: in quella fase abbiamo potuto lavorare abbondantemente, e questo ci ha permesso di cominciare ad esprimerci, principalmente per quello che riguarda l’ambito residenziale: questo ci ha concesso delle prime soddisfazioni perché vedevamo il nostro lavoro “fruttare” dal punto di vista visivo, di immagine e anche ovviamente di realizzazione. Da lì non ci siamo più fermati.

Casa BIS, ALVA architetti, Palermo, 2024
Casa BIS, Alva architetti, Palermo, 2024

Da chi e/o da cosa traete ispirazione nel vostro lavoro? Avete un mentore particolare?

Renato
Sicuramente i grandi insegnamenti dei maestri del Novecento che sono sempre un po’ alla base del progetto inteso proprio come progetto architettonico e non soltanto interni, quindi la divisione dello spazio e la sua concezione. Inoltre ci vogliamo tenere costantemente aggiornati su quello che è lo scenario dell’architettura, principalmente interni: abbiamo sempre come punti di riferimento architetti grandissimi come Norm Architects, ma ovviamente strizziamo l’occhio anche agli italiani, come studio WOK o Atelier Zero: sono sempre per noi dei punti di riferimento, si tratta di studi molto giovani, un po’ più grandi di noi – mi permetto di dire – che hanno un indirizzo che ci piace e condividiamo e che vorremmo portare avanti come idea per un’architettura interni in Italia.


Qual è stato il vostro primo incarico come ALVA architetti?

Veronica Angela
Dopo le prime ristrutturazioni di appartamenti possiamo dire che il nostro primo vero progetto realizzato tutti e tre insieme è stato il Tennis Club Palermo. È stata una vera e propria sfida poiché abbiamo partecipato, senza veramente alcuna grande speranza, ad un concorso aperto a studi cittadini o comunque siciliani; era un concorso in busta anonima da consegnare che abbiamo vinto. È stata una grandissima sfida per noi anche perché è un simbolo della nostra città e per tutti gli appassionati del tennis; si tratta di un edificio storico vincolato dalla Soprintendenza per i Beni Culturali con la quale abbiamo collaborato durante la realizzazione di questo progetto, che è stato allo stesso tempo sia di interni che di esterni; ciò ci ha permesso affinare anche alcune parti del nostro lavoro sulle quali non ci eravamo ancora molto cimentati. Devo dire che il risultato è stato per noi molto rappresentativo di quello che siamo: abbiamo utilizzato materiali autentici, non utilizziamo dei materiali che potremmo definire con la parola “finti”, utilizziamo materie come il marmo, il legno e altri materiali naturali, seguendo comunque un rigore geometrico.

Tennis Club Palermo, ALVA architetti, Palermo, 2022
Tennis Club Palermo, Alva architetti, Palermo, 2022

Com’è nata la commissione per Studio Orlando a Palermo?

Renato
Il progetto è nato da una collaborazione per un altro lavoro che stavamo eseguendo con l’ingegnere Orlando che ci stava aiutando dal punto di vista impiantistico. Ci ha quindi chiesto di fare un progetto per questo studio storico posto all’interno di un palazzo di inizio novecento, che ospitava la precedente attività di famiglia: in alcune foto si vede come una stanza fosse dedicata proprio all’esposizione di modellini di navi, poiché appunto la famiglia dell’ingegnere Orlando si occupava proprio di assicurazioni per navi e imbarcazioni. Quindi in questo contesto già molto identitario abbiamo voluto dare una “rinfrescata”: in questo caso l’idea è stata quella di utilizzare, oltre ai materiali autentici come vogliamo sempre fare, anche quei materiali che rimandano all’idea dell’edilizia nel senso più intrinseco, quindi il metallo, l’acciaio, la pietra… materiali sempre nobilitati però dotati di un principio di autenticità proprio. Devo dire che è stato uno dei progetti più soddisfacenti perché il committente ci ha lasciato molto liberi, che è qualcosa a cui aspiriamo molto e che quindi ci ha permesso di esprimerci in uno dei nostri modi migliori. In questo caso, proprio per rispettare l’autenticità del posto, non abbiamo voluto “sconfinare” dall’idea della modernità o comunque dell’architettura di interni moderna. Abbiamo poi provato ad utilizzare una gamma di colori che potessero funzionare all’interno di questo ambiente: l’ispirazione principale è stata data anche dai pavimenti storici presenti nello studio che hanno questa colorazione che varia sempre di stanza in stanza. Quindi, partendo da questo principio, siamo andati ad arredare e a “ri-concepire” l’interno di questo ambiente.

Studio Orlando, ALVA architetti, Palermo, 2024
Studio Orlando, Alva architetti, Palermo, 2024

In cosa consiste il progetto per Tennis Club (1 e 2) a Palermo?

Renato
In realtà sono proprio due posti completamente differenti, cioè il Circolo del Tennis 1 e il Circolo del Tennis 2. Siamo stati contattati, nel caso del Tennis Club Palermo 2, per riprogettare in prima battuta portineria d’ingresso, che in realtà non è proprio una vera e propria portineria ma è un piccolo manufatto che in origine presentava un tetto a falde. Abbiamo quindi riprogettato e ricostruito interamente la struttura, senza però stravolgere l’immagine storica di un circolo anch’esso storico: in questo caso abbiamo ricostruito la struttura e ci siamo occupati di progettare gli ambienti interni a livello funzionale, in modo tale da gestire il nuovo flusso che dovranno avere gli ospiti una volta entrati. In questo caso, poi, esiste una relazione molto importante tra interno e esterno poiché entrando da questa portineria si cominciano a percepire i campi da tennis e, sullo sfondo, si intravede il Monte Pellegrino: abbiamo quindi utilizzato grandi vetrate, in modo tale che la struttura venisse ridotta in qualche modo all’osso, rendendo possibile questa relazione tra l’edificio e il paesaggio circostante.

Tennsi Club Palermo 2, ALVA architetti, Palermo, 2025
Tennsi Club Palermo 2, Alva architetti, Palermo, 2025

Abbiamo visto che vi occupate sia di progetti commerciali che residenziali, avete un ambito che vi interessa maggiormente?

Veronica Angela
Possiamo dire che per questo ci completiamo… io preferisco sempre un po’ l’ambito commerciale e meno quello residenziale perché credo che, sebbene sia molto interessante indagare la sfera abitativa, il commerciale ti lascia un po’ più libero di scegliere o comunque pone delle sfide rispetto a delle innovazioni. Nell’ambito commerciale non si entra troppo nell’ambito personale, cosa che invece è inevitabile nel residenziale: un’abitazione deve “guardare” all’uomo, concetto a cui teniamo molto e, anche se noi architetti imponiamo la nostra idea e il nostro stile – perché altrimenti non ci sarebbe carattere – è anche giusto che le scelte vengano ragionate con i clienti per trovare una giusta via di mezzo, sconfinando quindi nella sfera privata. Il commerciale, quindi, dal mio punto di vista, è un po’ più preferibile, anche se devo dire che ad oggi non sapremmo scegliere però a volte ci dividiamo i progetti a seconda delle preferenze.

Isca mar & bar, ALVA architetti, Palermo, 2021
Isca mar & bar, Alva architetti, Palermo, 2021

Quale progetto vi ha dato più soddisfazione?

Renato
Rimaniamo sempre sul Circolo del Tennis 1 che è stato il progetto che ci ha “lanciati” e di conseguenza ne siamo affezionati, anche se è stato un lavoro molto lungo; poi, essendo quello un posto frequentato da tantissima gente, era come avere tanti committenti diversi, che non erano soltanto chi ci ha procurato l’incarico ma erano invece tutti i soci che frequentavano il Circolo e ci davano dei consigli: è stato anche molto divertente perché c’erano persone ovviamente un po’ più grandi di età che raccontavano sempre la storia del posto, i suoi aneddoti e tenevano al fatto che venisse progettato secondo dei criteri ben definiti, rispettando la storicità del luogo.

Veronica Angela
La nostra soddisfazione consiste nel fatto che poi a lavori completati il risultato è stato bello per tutti, e abbiamo ricevuto anche grandi apprezzamenti: questo ci ha fatto bene dopo tanto sacrificio.

Meditalia HQ, ALVA architetti, Palermo, 2025
Meditalia HQ, Alva architetti, Palermo, 2025

A cosa state lavorando ora?

Veronica Angela
Al momento abbiamo completato un grandissimo progetto per un’azienda produttrice in Sicilia che si chiama Meditalia e che si occupa di dispositivi endoscopici ed è proprio un centro polifunzionale, che contiene quindi sia uffici che produzione e magazzino. Allo stesso tempo abbiamo quasi finito due ville di nuova costruzione, due edifici indipendenti nella zona di Mondello, verso il mare; sono due case per due sorelle e noi ci siamo occupati sia degli esterni che degli interni. Si tratta quindi di un concetto molto “sfidante” perché non è una semplice ristrutturazione ma abbiamo indagato diversi temi…

Renato
Sono due sorelle totalmente diverse, con una che ha voluto la casa un po’ più dark, l’altra invece ha richiesto colori chiari… è stata una bella esperienza oltre che una grande opportunità.


Cosa vi augurate per il futuro?

Renato
Forse l’idea più bella sarebbe quella di uscire anche un pochino dalla Sicilia e andare in altre zone d’Italia: ci sono dei progetti per ora in corso ma finché non abbiamo una certezza non ne possiamo parlare… però l’augurio che ci facciamo è proprio questo, anche se siamo un Paese pieno di architetti ed è difficile, comunque rimane l’augurio più bello che ci si può fare.


Fonti:
Alva architetti

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