Giulia Nencini architettura per la salute mentale

Yoganzo, Giulia Nencini, Volterra (PI), 2023

Testo tratto dall’intervista con Giulia Nencini in data 29/11/2024.

Quella settimana ho visto il progetto che avevo disegnato, insieme ai miei colleghi, diventare realtà piano piano, proprio come lo avevamo immaginato: seguire il cantiere e guidare gli operai mi ha fatto sentire responsabile e proprio un architetto a tutti gli effetti.


Come nasce la tua passione per l’architettura? Quando? Dove?

Alla fine del liceo linguistico ero convinta di iscrivermi in una facoltà scientifica, come chimica o farmacia, però in quel periodo mio zio stava ristrutturando il suo appartamento nella casa-torre di famiglia, a Volterra (PI); vedere il cantiere, che nell’occasione era diventato quasi un sito archeologico per tutte le sorprese e scoperte fatte, mi ha fatto innamorare dell’architettura. Quello che mi ha convinto, in particolare, è stato pensare a come l’architettura e il suo studio sia trasversale alla vita umana e quindi non è mai limitata a un sapere specifico, ma spazia fra tante conoscenze. Fin da piccola sono stata tanto curiosa e ho iniziato ad appassionarmi a tanti hobby: dallo sport, al disegno, alle lingue straniere, ai viaggi… E penso che fare l’architetto sia la professione perfetta per chi ha tante potenzialità, perché ogni progetto richiede tante conoscenze in tante discipline che vanno poi a intersecarsi e tradursi nel disegno architettonico. Il progettista di una scuola, per esempio, ha bisogno di informarsi sul suo funzionamento e i suoi orari, della psicologia infantile, dei differenti metodi di insegnamento, etc. e così di nuovo per ogni progetto!

Yoganzo, Giulia Nencini, Volterra (PI), 2023
Yoganzo, Giulia Nencini, Volterra (PI), 2023

Da chi e/o da cosa trai ispirazione nel tuo lavoro? Hai un mentore particolare?

Mentre vivevo a Rotterdam, nei Paesi Bassi, mi sono avvicinata al mondo della psico-architettura e di come la progettazione architettonica e urbanistica influiscono sulle questioni sociali e in particolare sulla salute mentale. Non sono ancora un’esperta del campo, ma sto studiando per diventare WELL Certified perché credo che progettare con questa particolare attenzione sia il futuro della professione. La società è sempre più complessa e anche gli spazi che abitiamo sono sempre più carichi di significato, per questo c’è sempre più bisogno di integrare l’architettura con le altre discipline che studiano il comportamento umano. Il mio mentore in questo campo è Ben Channon, architetto inglese esperto di salute mentale e architettura e la loro connessione: ho letto i suoi libri e sto cercando di riassumere e tradurre il suo lavoro sul mio blog.


Qual è stato il tuo primo incarico?

Forse non è stato il primo, ma sicuramente quello dove mi sono sentita per la prima volta un architetto: ho lavorato per due anni in uno studio di architettura a Firenze, un ambiente bellissimo e stimolante che ricordo con affetto. Il mio gruppo stava lavorando a un padiglione temporaneo per il Salone del Mobile a Milano e ci siamo divisi la supervisione del cantiere una settimana ciascuno. Quella settimana ho visto il progetto che avevo disegnato, insieme ai miei colleghi, diventare realtà piano piano, proprio come lo avevamo immaginato: seguire il cantiere e guidare gli operai mi ha fatto sentire responsabile e proprio un architetto a tutti gli effetti.

Casa G, Giulia Nencini, Giulianova, Giulianova (TE), 2024
Casa G, Giulia Nencini, Giulianova, Giulianova (TE), 2024

Ti va di raccontarci della tua esperienza a Rotterdam?

Certo! Sono partita per Rotterdam con un biglietto di sola andata a luglio 2018 per un tirocinio con borsa di studio di Garanzia Giovani Toscana e quasi subito ho deciso di rimanere. Non è stato facile trovare lavoro e per questo motivo ho cambiato carriera più volte per poi tornare all’architettura. È stata un’esperienza bellissima che mi ha fatto crescere come persona e come professionista. L’idea di lavoro e la mentalità olandesi sono completamente diverse da quelle italiane e questo mi ha cambiato profondamente. Il lavoro a Rotterdam è “solo” lavoro, non ti definisce come persona, per cui il tempo libero è molto tutelato. Come da stereotipo, in nord Europa sono molto efficienti, questo perché non vedono l’ora di godersi il meritato riposo dopo lavoro: lavorare fuori orario e fare gli straordinari è vista come una brutta cosa e non un vanto. Inoltre, c’è molta “orizzontalità” nelle posizioni lavorative: in fase di progettazione in uno studio di architettura tutti hanno voce in capitolo e si discutono le idee di tutti, perché siamo tutti progettisti allo stesso modo, nonostante l’età o l’esperienza.


Abbiamo visto che ti appassiona la creazione di mood board, come ti aiutano nella realizzazione iniziale di un progetto?

Ho capito che può essere difficile comunicare con un cliente che non ha una formazione in architettura e magari non ha familiarità con i termini, gli stili di arredo, e le dimensioni dello spazio; trovo quindi molto utile scambiare immagini che evocano una sensazione, o un ricordo, così da capire meglio le intenzioni e lo stile personale di chi mi chiama per un progetto. Da quelle sensazioni, scelgo colori e materiali che poi si traducono in uno stile unico perché personale.

B&B Giulianova, Giulia Nencini, Giulianova (TE), 2024
B&B Giulianova, Giulia Nencini, Giulianova (TE), 2024

Pensi che conciliare architettura e social sia efficace? Se sì in che modo?

Sì e no: penso che i social siano utilissimi alle aziende e ai liberi professionisti per farsi conoscere, pubblicizzarsi e quindi attrarre clienti, però penso anche che il loro funzionamento per profilazione porti a un isolamento ideologico e quindi alla perdita di qualità. Alla fine, seguiamo e vediamo quello che ci piace già, o che piace alla maggior parte delle persone, e l’originalità ci perde.


Quale progetto ti ha dato più soddisfazione?

Un progetto che è ancora su carta, ma che sarà una bellissima villa nella campagna abruzzese. La caratteristica principale del progetto è la flessibilità: sarà casa, ufficio, bnb, o un luogo di ritiro per lo yoga… Con questo progetto cercheremo di sfruttare la potenzialità del luogo al massimo perché sia un ottimo investimento economico e ambientale. L’aspetto sostenibile è anche un aspetto guida nelle scelte progettuali: la mia cliente mi ha dato carta bianca e questa è una fortuna immensa per un progettista.

Casa T, Giulia Nencini, Giulianova (TE), 2024
Casa T, Giulia Nencini, Giulianova (TE), 2024

A cosa stai lavorando ora?

Adesso sto lavorando a un po’ di progetti contemporaneamente, ma il mio preferito è un Bed&Breakfast in una palazzina storica nel centro di Giulianova. L’edificio è già bellissimo e con il progetto di ristrutturazione e interni diventerà bellissimo.

Yoganzo, Giulia Nencini, Volterra (PI), 2023
Yoganzo, Giulia Nencini, Volterra (PI), 2023

Cosa ti auguri per il futuro?

Mi auguro di continuare il mio lavoro di aggiornamento e approfondimento sulla salute mentale nello spazio architettonico e di integrarlo sempre di più nei progetti futuri, e spero che questa mia missione sia di ispirazione per altri professionisti e che ci sia sempre più attenzione al riguardo.


Fonti:
Giulia Nencini

Tutti i diritti riservati a nuovarchitettura.

ARTICOLI CORRELATI